Apple Fusion Drive – Impressioni a caldo, sarà utile a tutti?

Presentazione Apple Fusion Drive
Presentazione Apple Fusion Drive
Presentazione Apple Fusion Drive

E’ appena terminata la presentazione dei nuovi iMac la novità più interessante (oltre al design, che come sempre sposta in alto l’asticella del look and feel per la linea di computer domestici)  in Fusion Drive, ovvero il nuovo sistema di storage ibrido adattivo che combina la capacità di un disco tradizionale alle performance di un disco a stato solido.

Sulla carta sembra l’hard disk dei sogni, ma questa soluzione è veramente l’uovo di colombo capace di risolvere i problemi di rapporto costo/GB che ancora limitano l’avvento dei dischi a SSD?

La presentazione, nei consueti toni trionfali, non lascia spazio a dubbi….i file usati più di frequente vanno nel disco a stato solido insieme alle applicazioni, il resto invece nel disco tradizionale…il sistema impara da te e fa tutto da solo! Più facile di così..

Poi, dissolti i fumi degli effetti speciali mi vengono i primi dubbi sulla scalabilità di un sistema di questo tipo quando il riempimento complessivo dei dischi supera il 50/60%, magari con la maggioranza di file grossi intorno al GB (classica situazione nei PC domestici in cui ci sono gigabyte di musica e foto, ma anche video e archivi ZIP o TAR con software o discografie varie).

In una situazione di questo tipo il problema di ottimizzazione della disposizione dei file sulle due partizioni potrebbe non essere banale, con il costo aggiunto dal dover spostare blocchi di dimensioni considerevoli (la scrittura su SSD non è così vantaggiosa come la lettura, specie su supporti flash di dimensioni considerevoli).

Il rischio insomma è che le operazioni di ottimizzazione, all’aumentare del carico comportino uno spreco di risorse di calcolo tale da annullare i vantaggi che potrebbe percepire l’utente medio. Un po’ come quando viene avviato in background il journaling del file system HFS+…tutto continua a funzionare ma discretamente rallentato. Oppure in modo simile a quello che succede avviando TimeMachine su dischi molto pieni…se il supporto target non è veloce le operazioni di copia e spostamento possono impiccare anche le macchine più performanti.

A parte questi dubbi penso che la tecnologia di Fusion Drive sia interessante e che sicuramente mi piacerà divertirmi a testarlo in diversi scenari. Lo mettessero sui portatili sarebbe ancora più interessante, anche se devo ammettere che sono sempre più attratto da una soluzione full SSD.

Autore: Luca Adamo

Luca Adamo si è laureato con lode in Ingegneria delle Telecomunicazioni all'Università degli studi di Firenze ed è dottorando in Ingegneria Informatica, Multimedialità e Telecomunicazioni, sempre nella stessa facoltà. Le sue competenze tecniche includono lo sviluppo software, sia orientato al web che desktop, in C/C++ e Java (J2EE, J2SE, J2ME), l'amministrazione di macchine Unix-based, la gestione di reti di telecomunicazioni, ed il design di database relazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *