SEO e www-ness – Un approccio pure Apache per la soluzione del problema

Spesso si trovano in rete post in cui si dibatte sul fatto se sia meglio avere un dominio che “funzioni” solo con prefisso www oppure che lo faccia anche senza. Ad ogni modo quel che è certo è che se abbiamo un dominio che consente di raggiungere (e linkare) il nostro sito sia con www che senza, è necessario prendere una piccola precauzione perchè Google (ed il suo bot) non li considerino domini separati.

Vediamo come fare in tramite un piccolo snippet da inserire nella configurazione Apache del vostro dominio, tipicamente in cima alla sezione dedicata al VirtualHost.

Soluzione problema www-ness Apache

Lo snippet di cui parlavo è il seguente, dove il dominio in oggetto è un ipotetico dominio www.il-mio-dominio.it.


ProxyPreserveHost on
RewriteEngine on
Options +FollowSymLinks

ServerAlias www.il-mio-dominio.it
ServerAlias il-mio-dominio.it

RewriteCond %{HTTP_HOST} !^il-mio-dominio\.it$
RewriteCond %{HTTP_HOST} !^www\.il-mio-dominio\.it$
RewriteRule (.*) - [F]

RewriteCond %{HTTP_HOST} ^il-mio-dominio\.it$
RewriteRule (.*) http://www.il-mio-dominio.it$1 [R=301]

Le prime 3 righe hanno carattere generale. La prima riga serve in caso steste usando mod_proxy, ed evita di compromettere le configurazioni eventualmente basate su questo modulo. La seconda riga abilita il rewrite engine del modulo mod_rewrite mentre la terza probabilmente è già nella vostra configurazione ed istruisce Apache sul servire file tramite link simbolici.

Le linee con direttive ServerAlias aggiungono al nome già indicato in testa al VirtualHost altri nomi con cui può essere indirizzato lo spazio del VirtualHost. Tipicamente questo si fa per gestire domini multipli per lo stesso sito, nel nostro caso mettiamo il dominio con e senza www.

Il primo blocco di rewrite è opzionale e consente di evitare caricamento di risorse e pagine da siti esterni, con domini diversi da quelli esplicitamente previsti. Questo nel caso a qualche buontempone venga in mente di caricare il vostro sito su un dominio terzo tramite un iframe con conseguente duplicate penalty per entrambi. Le condizioni fanno sì che in caso di dominio diverso dai due previsti il codice ritornato generi un 403 lato client (forbidden).

L’ultima coppia di istruzioni è quella che risolve il problema della www-ness forzando il dominio ad avere come prefisso www e dicendo a Google (e ad ogni visitatore che arriva da un link senza www) che la pagina è permanently moved (301) su una url omonima ma con prefisso www. In questa maniera si concentra il valore SEO dei contenuti tutti sul dominio con prefisso www, indipendentemente dai link o da cosa scrive l’utente nel browser.

Risvolti SEO

A livello SEO l’utilizzo del codice 301 garantisce una redirezione Google-friendly. Altri bot non sono così schizzinosi, e tollerano di buon grado anche un 302, ma vista la possibilità di scelta e la sostanziale indifferenza dal punto di vista delle performance meglio non rischiare.

Questo accorgimento garantisce che tutto il contenuto del vostro dominio, indipendentemente da come sia linkato, venga considerato come facente parte di un singolo dominio, accrescendo quindi la domain authority al massimo possibile coerentemente con i contenuti in vostro possesso e le tematiche trattate.

Inoltre evita anche che Google indicizzi due versioni identiche della stessa pagina, su domini diversi, con possibile duplicate penalty nel caso questo avvenga per un gran numero di pagine.

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Autore: Luca Adamo

Luca Adamo si è laureato con lode in Ingegneria delle Telecomunicazioni all'Università degli studi di Firenze ed è dottorando in Ingegneria Informatica, Multimedialità e Telecomunicazioni, sempre nella stessa facoltà. Le sue competenze tecniche includono lo sviluppo software, sia orientato al web che desktop, in C/C++ e Java (J2EE, J2SE, J2ME), l'amministrazione di macchine Unix-based, la gestione di reti di telecomunicazioni, ed il design di database relazionali.

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