Zego: l’app di carpooling urbano sviluppata da ELbuild

Zego è un app mobile di carpooling istantaneo urbano, progettata e realizzata da ELbuild. Grazie a questa applicazione è possibile trovare un passaggio in auto da un membro della community in tutta sicurezza e con grande convenienza. Ovunque in Italia? Non ancora. Per adesso il servizio è attivo nelle città di Milano e Torino ed è in fase di test a Genova.

La particolare cura nell’ideazione del progetto e la sua conformità alle leggi del nostro paese ne hanno decretato il successo. A gennaio del 2017 si contano, infatti, 35.000 membri nella community Zego. Scommettiamo pertanto che l’applicazione, dove attiva, non farà rimpiangere Uber Pop, bandito in Italia già due anni fa.

Se sei curioso di avere maggiori informazioni su questo nostro progetto e se vuoi capire in cosa si differenzia dalla nota applicazione californiana, puoi continuare a leggere questo nostro contenuto.

Se, invece, avessi un’idea su cui voler impostare un’iniziativa imprenditoriale, puoi rivolgerti a noi. Abbiamo esperienza in attività di mentoring di start up e saremo lieti di aiutarti a trovare la via migliore per sviluppare la tua intuizione.

Zego app Elbuild tagline

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Sviluppo app mobile: i trend del 2018

Ti ricordi l’applicazione Pockemon Go? Prodotta da Niantic e Nintendo è stata forse il caso di successo nel mercato delle app del 2016. Per due motivi; primo: in soli 110 giorni aveva già raggiunto 800 milioni di ricavi. Secondo: grazie alla realtà aumentata introduceva un nuovo modo di interagire con lo smartphone.

Perché te ne stiamo parlando qui, adesso? Perché in base a fatti come questo ed alla nostra esperienza di sviluppatori di applicazioni mobile, vorremmo provare ad individuare quali saranno i principali trend del 2018 nel mercato delle app mobile.

Abbiamo, infatti, constatato come le aziende siano progressivamente arrivate a recepire l’importanza delle applicazioni. Hanno cioè  iniziato a vederle come un investimento necessario per soddisfare le esigenze dei clienti e per aumentare le vendite. Ci riferiamo sia alle piccole-medie imprese e alle grandi. Quest’ultime investono in applicazioni per motivi di branding, per ingaggiare meglio i clienti e per ragioni di marketing. Le prime, invece, oltre a seguire la tendenza, cercano di sfruttare tutte le potenzialità offerte dalle app per crescere.

La nostra percezione è poi confermata dai numeri. La società di analisi App Annie ha diffuso i dati relativi all’andamento del mercato delle applicazioni nel terzo trimestre del 2017.  Secondo quanto riportato, gli utenti iOS e Android hanno effettuato circa 26 miliardi di download, con una crescita dell’8% base annua. Un numero davvero impressionante, se consideriamo che per individuarlo la ricerca ha conteggiato solo i nuovi download ed ha escluso dal computo le re-installazioni o gli aggiornamenti delle app.

Ecco dunque quelli che potrebbero essere secondo noi i principali trend del 2018.

app mobile trend 2018

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Come misurare il successo di una app o un e-commerce

Ogni scarrafone è bello a mamma soja’ si dice in Italia quando una mamma esalta la bellezza e la bravura del figlio, a prescindere dall’oggettività. Ma per il business può essere lo stesso? No, almeno così non dovrebbe funzionare. A meno di poter (o voler) prescindere dal successo.

Per decidere cosa migliorare, implementare o cambiare del tuo progetto  – sia esso un e-commerce, una app o un sito – devi aver prima stabilito degli obiettivi.

Quando hai deciso di metterlo sul mercato cosa volevi raggiungere? Volevi diventare leader per un determinato settore o volevi portare un cambiamento nelle abitudini di consumo di un certo target?

Rapportando il prodotto agli obiettivi, quando sarai chiamato a misurarne il successo, saprai dare una valutazione oggettiva che prescinda dall’attaccamento emotivo a questo. Sarà la premessa per accrescerne il valore.

Se sei pronto ad abbandonare la tentazione dello ‘scarrafone’, continua a leggere 🙂

scaraffone misurazione prodotto

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Chatbot: Rovazzi e quei 57milioni di visualizzazioni

Hai letto bene: oggi sono più di 57 milioni le visualizzazioni del video di Mi fa volare, canzone di Fabio Rovazzi e Gianni Morandi. Per darti un termine di paragone, nel caso ne avessi bisogno, quello di Vasco Rossi di ‘Come Nelle Favole’, pubblicato a marzo di quest’anno, oggi conta poco più di 14 milioni di views. Tante certo, ma se pensiamo alla capacità di coinvolgimento del Blasco – lui, in grado di chiamare a raccolta 220mila fan in un concerto detto ‘la tempesta perfetta’ – dovremmo chiederci il perché della crescita vertiginosa del video-clip di Rovazzi e Morandi.

Dico vertiginosa perché la canzone è stata lanciata il 19 maggio 2017 alle 15 e, a meno di ventiquattro ore, aveva raggiunto già più di 2 milioni di visualizzazioni e conquistato il primo posto nella classifica iTunes (oggi si trova al quinto). Oggi, passato un mese, siamo arrivati a 57 milioni e mezzo.

Da cosa è dipeso?

instagram rovazzi morandi canzone mi fa volare

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Le app mobile sono un pericolo per la nostra memoria?

Ti ricordi di quando ho parlato della differenza tra applicazioni native ed applicazioni ibride? In quel contributo ho provato ad analizzare i vantaggi che un’azienda avrebbe avuto dallo sviluppo di una app mobile e a guidarla nella scelta dell’una o dell’altra.

Oggi, però, vorrei soffermarmi a riflettere su come un certo tipo di app mobile siano utili per gli individui. In modo particolare per quelli che hanno subito traumi cerebrali. Per farlo traduco un articolo tratto da The Conversation (se vuoi leggerlo in lingua originale vai qui).

L’autrice, Dana Wong, è professore in Neuropsicologia Clinica della Monash University. Racconta gli esiti delle sue due ricerche finalizzate a verificare se esista un fondamento scientifico nel sostenere che la tecnologia peggiori le nostre performance cerebrali e la nostra capacità di ricordare.

Per riuscire nell’intento la professoressa Wong ha preso due campioni di persone. Uno con individui affetti da lesioni cerebrali, l’altro con soggetti sani. Leggiamo assieme.

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App mobile: una checklist infallibile per una strategia mobile che funzioni

Stai valutando di tradurre la tua idea in app mobile, ma non sai come strutturare un piano efficace per andare online. In più l’idea di coordinare più persone con professionalità diverse ed assicurarsi che convergano per andare dritte a meta ti scoraggia.

Siamo qui per te! Niente panico. Da azienda specializzata in sviluppo di app mobile, con una forte expertise nella creazione di software professionali su misura abbiamo seguito tanti progetti di questo tipo. Alcuni di questi li trovi nel nostro portfolio e di altri abbiamo già parlato altrove, come nel caso di i-Uto. Abbiamo quindi esperienza per poterti sostenere.

Qui proviamo ad aiutarti come una breve checklist che ti permetta di verificare se tutti i principali passaggi della tua strategia sono stati pianificati e svolti correttamente.

La riassumerei cosi: pensa in grande, agisci in piccolo, vai sul mercato, testa e migliora.

approccio sviluppo app

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Chatbot: una lista per tanti usi

Abbiamo iniziato a parlare di chatbot nel mio precedente articolo. Lì abbiamo visto cosa sono e quali tipi possono essere sviluppati.

Mi piacerebbe continuare ad esaminare il tema, vista l’estrema attualità – a Berlino si è da poco chiuso il Chatbot Summit 2017  e visto che lo avevo promesso. In più, anche anche noi di ELbuild stiamo lavorando ad un nostro chatbot, di cui ancora non posso svelarti il nome. Te lo presenteremo ufficialmente la prossima settimana, perciò intanto, se ti va, vediamo come si sono mossi altri attori sul mercato.

Ho selezionato alcuni chatbot per mostrartene i principali usi e le più evidenti potenzialità. Coprono solo certi settori, ma in realtà non esiste industry che non potrebbe beneficiarne.

Mi auguro che da questa carrellata tu possa intuire come potrebbero esserti utili professionalmente. 

Se al termine della lettura fossi interessato, o anche semplicemente curioso, non fare il timido, scrivici tramite questo form, oppure interagisci con la nostra pagina Facebook! Commenta, mandaci un messaggio privato, quello che preferisci! Se, invece, ancora non fossi convinto della spendibilità digitale di un chatbot, prova a dare una risposta a questa domanda.

Hai bisogno di assistenza da un brand; preferisci ricevere una mail o mandare un messaggio via Messenger, sapendo di poter avere una risposta privata ed immediata ?

Chatbot Intelligenza artificiale con il cuore

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Chatbot: perché lasciarsi incuriosire

Non sono una mamma, no. Però ho una sorella che lo è. E, spesso, da quando è nato mio nipote, mi ha confidato dubbi sulla ‘gestione’ della quotidianità del bambino. In fondo nessuno ti insegna a diventare mamma, no?

Di fronte alle sue domande la mia risposta è sempre stata: ‘Cerca online, vedrai trovi qualcosa’! In assenza di un pediatra in famiglia e nel dubbio che i consigli della nostra mamma fossero un po’ eccessivi (diciamo così), bastava fare una semplice ricerca. In fondo questo è uno degli aspetti migliori dell’epoca delle reti e della conoscenza condivisa!

Sapendo che mia sorella non l’avrebbe fatto, spesso mi sono messa io stessa a navigare. È stato così che mi sono imbattuta nel chatbot di Fissan e da lì sono diventata … una fonte attendibile 🙂 A parte la conquista di autorevolezza nel perimetro familiare, ho continuato ad approfondire questo tema di cui mi era già capitato di leggere con interesse e curiosità. 

Prima di parlarti della mia esperienza – lo farò un’altra volta, più avanti – mi piacerebbe partire dall’alfa, diciamo.

Cosa sono i chatbot? Magari ne hai sentito parlare, magari no. Sono convinta, però, che dopo aver finito di leggere ne vorrai sapere di più (a tua disposizione!).

chatbot robot

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App iUto: un caso di successo sviluppato da ELbuild

‘Noi mettiamo i mattoncini, voi le idee’, questo è uno degli slogan del brand Lego che potremmo prendere in prestito per raccontare quello che noi di ELbuild abbiamo fatto per Francesco Piana e David Lo Bue, ideatori di iUto, l’app che informatizza il passaparola per la ricerca di professionisti e attività.

In questo caso anziché mattoncini, ELbuild ha messo codice. Abbiamo fatto da mentor ai due startupper ed abbiamo poi sviluppato l’app, nelle versioni Android e iOS, che conta oggi un centinaio di iscrizioni al giorno da parte di utenti e realtà professionali in cerca di visibilità e clienti.

Quando i due trentenni si sono rivolti a noi, non sapevamo che l’applicazione su cui avremmo lavorato sarebbe arrivata nella finale di Chinitaly, gara organizzata dall’incubatore del Politecnico di Milano, Polihub. Eravamo, però, convinti che l’idea di Francesco e David avesse le carte giuste per far strada.

Aspetteremo ottobre di quest’anno per sapere se a Pechino i due italiani, pietrasantini doc, riusciranno a conquistare il podio della competizione.

ELbuild: sviluppo app mobile e software di successo

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App ibride o app native: quale scegliere?

La tua azienda vuole sviluppare un’applicazione, ma non sa quale scegliere tra nativa e ibrida. Per non sbagliare deve prima mettere a fuoco la sua strategia digitale in relazione anche alla disponibilità di risorse. Poi deve calare questi fattori nel contesto delle nuove tendenze in fatto di media.  Infine, deve valutare le caratteristiche di questi due tipi di app.

Hai fretta di iniziare anche in un mercato piccolo? Vai con l’ibrido: costi di sviluppo minori, più veloce (iniziale) penetrazione del mercato, un solo codice per più piattaforme ed accesso a funzioni del dispositivo mobile tramite plug in.

Disponibilità di tempo e azienda fortemente cliente-centrica? Opta per il nativo: l’applicazione oltre ad essere disponibile in modalità offline sarà più sicura, garantirà migliori esperienza d’uso e performance.

(Tempo di lettura 13 min.)

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