Amazon AWS, la divisione cloud del gigante dell’e-commerce

Amazon è sempre di più un player di rilievo nel mercato internazionale. Come abbiamo avuto modo di dire in un precedente contributo, ci ha da sempre abituati all’innovazione come principio guida della sua crescita. Dall’allargamento dei prodotti venduti fino alla fornitura di servizi informatici. La vendita di quest’ultimi rappresenta oggi un asset strategico per il colosso guidato da Jeff Bezos. Ecco perché vorremmo parlare di Amazon Web Service (AWS).

Cosa è Amazon AWS? Proveremo a dare una risposta pensata soprattutto per i neofiti della materia e i meno esperti, chiamati però a prendere decisioni sulle tecnologie da adottare o a valutarle in termini di costi/benefici.

Racconteremo, infatti,  perché per le aziende può essere vantaggioso utilizzare i servizi Amazon. Lo faremo elencandoti anche come li abbiamo impiegati per lo sviluppo di applicazione mobile.

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Amazon ha comprato Whole Foods. Riflessi sul mondo e-commerce?

Amazon ha recentemente acquisito Whole Foods Market, la nota catena di generi alimentari di fascia alta, per 13,7 miliardi di dollari. Non solo, ha anche lanciato Spark, una sezione della sua app dove gli utenti possono pubblicare e guardare foto e video ed, a partire da quelli, fare acquisti nel negozio online della compagnia.

In questo articolo vorrei provare a capire perché il re del settore e-commerce ha voluto acquistare un’azienda con punti vendita fisici. E perché abbia anche voluto integrare una componente social all’interno della sua app.

Le risposte a queste domande potrebbero essere utili sia per chi ha deciso di vendere i propri prodotti su questa piattaforma, sia per chi si pone almeno una di queste domande: qual è il destino dei punti vendita in un sistema sempre più orientato all’e-commerce? I social media aiutano a vendere?

Amazon cosa fa

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Chatbot: Rovazzi e quei 57milioni di visualizzazioni

Hai letto bene: oggi sono più di 57 milioni le visualizzazioni del video di Mi fa volare, canzone di Fabio Rovazzi e Gianni Morandi. Per darti un termine di paragone, nel caso ne avessi bisogno, quello di Vasco Rossi di ‘Come Nelle Favole’, pubblicato a marzo di quest’anno, oggi conta poco più di 14 milioni di views. Tante certo, ma se pensiamo alla capacità di coinvolgimento del Blasco – lui, in grado di chiamare a raccolta 220mila fan in un concerto detto ‘la tempesta perfetta’ – dovremmo chiederci il perché della crescita vertiginosa del video-clip di Rovazzi e Morandi.

Dico vertiginosa perché la canzone è stata lanciata il 19 maggio 2017 alle 15 e, a meno di ventiquattro ore, aveva raggiunto già più di 2 milioni di visualizzazioni e conquistato il primo posto nella classifica iTunes (oggi si trova al quinto). Oggi, passato un mese, siamo arrivati a 57 milioni e mezzo.

Da cosa è dipeso?

instagram rovazzi morandi canzone mi fa volare

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Le app mobile sono un pericolo per la nostra memoria?

Ti ricordi di quando ho parlato della differenza tra applicazioni native ed applicazioni ibride? In quel contributo ho provato ad analizzare i vantaggi che un’azienda avrebbe avuto dallo sviluppo di una app mobile e a guidarla nella scelta dell’una o dell’altra.

Oggi, però, vorrei soffermarmi a riflettere su come un certo tipo di app mobile siano utili per gli individui. In modo particolare per quelli che hanno subito traumi cerebrali. Per farlo traduco un articolo tratto da The Conversation (se vuoi leggerlo in lingua originale vai qui).

L’autrice, Dana Wong, è professore in Neuropsicologia Clinica della Monash University. Racconta gli esiti delle sue due ricerche finalizzate a verificare se esista un fondamento scientifico nel sostenere che la tecnologia peggiori le nostre performance cerebrali e la nostra capacità di ricordare.

Per riuscire nell’intento la professoressa Wong ha preso due campioni di persone. Uno con individui affetti da lesioni cerebrali, l’altro con soggetti sani. Leggiamo assieme.

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App mobile: una checklist infallibile per una strategia mobile che funzioni

Stai valutando di tradurre la tua idea in app mobile, ma non sai come strutturare un piano efficace per andare online. In più l’idea di coordinare più persone con professionalità diverse ed assicurarsi che convergano per andare dritte a meta ti scoraggia.

Siamo qui per te! Niente panico. Da azienda specializzata in sviluppo di app mobile, con una forte expertise nella creazione di software professionali su misura abbiamo seguito tanti progetti di questo tipo. Alcuni di questi li trovi nel nostro portfolio e di altri abbiamo già parlato altrove, come nel caso di i-Uto. Abbiamo quindi esperienza per poterti sostenere.

Qui proviamo ad aiutarti come una breve checklist che ti permetta di verificare se tutti i principali passaggi della tua strategia sono stati pianificati e svolti correttamente.

La riassumerei cosi: pensa in grande, agisci in piccolo, vai sul mercato, testa e migliora.

approccio sviluppo app

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Chatbot: perché lasciarsi incuriosire

Non sono una mamma, no. Però ho una sorella che lo è. E, spesso, da quando è nato mio nipote, mi ha confidato dubbi sulla ‘gestione’ della quotidianità del bambino. In fondo nessuno ti insegna a diventare mamma, no?

Di fronte alle sue domande la mia risposta è sempre stata: ‘Cerca online, vedrai trovi qualcosa’! In assenza di un pediatra in famiglia e nel dubbio che i consigli della nostra mamma fossero un po’ eccessivi (diciamo così), bastava fare una semplice ricerca. In fondo questo è uno degli aspetti migliori dell’epoca delle reti e della conoscenza condivisa!

Sapendo che mia sorella non l’avrebbe fatto, spesso mi sono messa io stessa a navigare. È stato così che mi sono imbattuta nel chatbot di Fissan e da lì sono diventata … una fonte attendibile 🙂 A parte la conquista di autorevolezza nel perimetro familiare, ho continuato ad approfondire questo tema di cui mi era già capitato di leggere con interesse e curiosità. 

Prima di parlarti della mia esperienza – lo farò un’altra volta, più avanti – mi piacerebbe partire dall’alfa, diciamo.

Cosa sono i chatbot? Magari ne hai sentito parlare, magari no. Sono convinta, però, che dopo aver finito di leggere ne vorrai sapere di più (a tua disposizione!).

chatbot robot

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E-commerce e gestionali integrati: yes you can!

Hai da poco aperto un negozio e-commerce ed hai anche un gestionale desktop, basato su database locale come 4th Dimension, Mexal o Access? Con questo, magari, gestisci le anagrafiche dei tuoi fornitori, dei tuoi clienti (di quelli ‘storici’, pre e-commerce), il catalogo dei prodotti e monitori i flussi da/verso il tuo magazzino? Questo articolo è per te!

Se, al contrario, hai uno shop online, ma non hai ancora uno strumento con cui organizzare il tuo lavoro, abbiamo comunque pensato a te! Potresti leggere i nostri consigli sul perché dotarsi di un mezzo che ti permette di massimizzare la Customer Experience e di migliorare il processo di vendita, nonché le strategie di marketing.

A te che, invece, sei il lettore per cui abbiamo pensato questo contenuto, vorremmo dire due cose.

Una: forse non ci hai mai pensato, ma è possibile integrare il tuo e-commerce con il tuo software gestionale. Possono cioè ‘parlare’ e scambiarsi informazioni, a prescindere da quale piattaforma tu abbia scelto per il tuo business online. Sia Magaento che Prestashop, WooCommerce, OpenCart, oppure Zen Cart, sono integrabili. Due: per te è conveniente far integrare i due strumenti. Vedremo perché.

Se leggendo questo articolo deciderai di voler andare avanti, saremmo lieti di affiancarti. Per iniziare a parlarne non dovrai far altro che chiamarci o scriverci.

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Rinnovo siti vecchi, come si procede, esempi e vantaggi

Avere un sito datato sia tecnologicamente che esteticamente è uno dei peggiori biglietti da visita per un professionista o un’azienda che si rivolge al web per acquisire clienti. Molto spesso questa incuria è dovuta al fatto che il tempo per gestire queste cose è molto poco e si tende di più a lavorare sull’immediato, pensando di più a campagne pubblicitarie o ad eventi e non al sito web, se non poi ritrovandosi dopo anni a doverlo presentare (ad esempio una fiera o la citazione su qualche media importante) ed essere costretti a rinnovarlo frettolosamente.

Inoltre alcuni metodi usati negli anni passati per creare siti esteticamente accattivanti (un esempio sono i siti in flash) a livello di indicizzazione e gestione del contenuto sono forse peggiori di tanti vecchi siti in html puro.

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SSH, come evitare la disconnessione della shell in caso di inattività

Se siete amministratori di sistema, o come me vi trovate a gestire quotidianamente server remoti via SSH vi sarà capitato di aprire una shell, iniziare a lavorare, poi essere distratti da una mail o una telefonata per 5 minuti e, al cambio di contesto, trovare la sessione SSH irrimediabilmente  disconnessa.

SSH Broken Pipe

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Apiary, un ottimo strumento per il design di API RESTful

Apiary Logo

Lo sviluppo di applicazioni mobili oggi richiede spesso di creare servizi web per mettere in comunicazione fra loro gli utenti e salvare in maniera remota il contenuto da loro generato. Le chiamate messe a disposizione dei client prendono il nome di API e sempre più frequentemente gli sviluppatori implementano layer di backend ispirati al pattern REST. Una delle attività più noiose ed erron prone diventa quindi la definizione corretta di queste interfacce, specialmente se lo sviluppo della componente di frontend e di quella di backend sono divise fra più sviluppatori o addirittura fra società diverse.

Recentemente per risolvere questo problema abbiamo iniziato ad utilizzare Apiary uno strumento molto semplice da usare, ma allo stesso tempo completo. Vediamo quali sono i principali vantaggi offerti da questo strumento ed i motivi per cui potrebbe essere conveniente includerlo in un workflow di sviluppo.

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